venerdì, febbraio 16, 2007

Filetti di Persico della Tanzania


Al banco del pesce del supermercato da tempo regna la carne del bellissimo persico del Lago Vittoria. Ero attratto dal costo accessibile e dalla sua prelibatezza e quindi, da pessimo ed acritico consumatore che ingurgita tutto quel che gli pare senza pensare daove e come è arrivato a tavola, l'ho usato spesso, fino a quando non mi è arrivata la notizia che dietro questo incauto acquisto c'è una truffa allucinante ed il fatto che si continui a comprarne non fa che renderci complici di una sciagura immane.


"Tutto ha inizio negli anni Sessanta con un esperimento scientifico: l'introduzione di una nuova specie di pesce nel Lago VIttoria. Si trattava del pregiato pesce persico, la 'Tilapia del Nilo' (Nile perch) che in brevissimo tempo si è moltiplicato, portando all'estinzione di quasi tutte le razze ittiche locali presenti nel lago, e causando uno sconvolgimento ambientale in tutta la regione. Poco importa di tali sconvolgimenti alle multinazionali del cibo che da allora, esportano il pregiato pesce bianco in tutto il mondo. Enormi cargo ex sovietici atterrano ogni giorno nella zona per caricare il pescato quotidiano e scaricare altre merci ben più preziose, le armi, dirette in altre zone dell'Africa e prevalentemente al sud. "
" Hubert Sauper, regista del documentario "l'incubo di Darwin", racconta come è venuto a conoscenza di tali traffici e di come abbia avuto origine il suo "incubo". Accade nel 1997, durante le ricerche per un altro documentario, KISANGANI DIARY, sulla storia dei rifugiati della rivolta del Congo: in un aeroporto, un volo cargo proveniente dall'America, atterra con un carico di 45 tonnellate di piselli, destinati a nutrire i rifugiati dei vicini campi delle Nazioni Unite, mentre un secondo cargo decolla verso l'Europa, caricodi 50 tonnellate di pesce fresco. Fino a qui, nulla di strano. Grazie alla conoscenza con alcuni piloti russi, Hubert scopre che però non si trattava solo di commercio di pesci e piselli, ma i cargo carichi di aiuti umanitari in realtà trasportavano anche armi destinate alla stessa regione."
"Così egli stesso racconta: 'i rifugiati sfamati di giorno con i piselli, di notte venivano massacrati con le armi trasportate sullo stesso aereo. Al mattino, con la mia piccola videocamera, scoprivo con orrore nella giungla cadaveri e campi devastati'. Da qui, l'incubo ricorrente, che ora Hubert porta allo scoperto attraverso il documentario, che vuole rispondere innanzitutto ad un interrogativo: solo i migliori sopravvivono? La forma definitiva delle società del futuro sembra essere quella della 'democrazia dei consumatori', che vieneconsiderata come 'buona e civilizzata'. Dunque, spiega Hubert, dal punto di vista Darwiniano ha trionfato il 'sistema buono', che ha vinto grazie alla capacità di convincere i suoi nemici oppure di eliminarli."
"Ma gli incubi potevano essere più numerosi. Infatti, lo stesso tipo di documentario poteva essere girato in Sierra Leone, solo che al posto del pesce ci sarebbe stato un diamante, in Honduras, con le banane, mentre in Libia, Nigeria o Angola ci sarebbe stato il petrolio. E' ciò che per noi è un incubo, narrato attraverso le immagini di un documentario e dunque, solo uno spaccato della realtà, per la gente del Congo, la realtà è un incubo quotidiano, segnato dalla miseria e dalla guerra civile, che a noi occidentali serve a mantenere l'ordine mondiale."
Il brano è tratto da un messaggio apparso sulla Lista Gruppi di Acquisto Solidale di Pisa.

1 commento:

redazione fairwatch ha detto...

Ciao,
grazie della notizia molto interessante. L'abbiamo pubblicata su www.fairwatch.splinder.com