sabato, settembre 22, 2007

Veltroni Superstar?



C'era tutta la nomenklatura dl partito, i maggiorenti col loro codazzo, molte volpi della margherits. C'erano i simpatizzanti - in gran numero - ultraquarantenni di sempre; pochissimi i ragazzi che non pensano più alla rinascita. C'ero anch'io, curioso di vedere la partenza di questo nuovo Partito Democratico.

Un rituale scarno, senza gli inni e gli stendardi di un tempo, anticipa l'intervento di Walter Veltroni, il candidato favorito nei sondaggi. Il suo discorso vorrebbe infondere ottimismo e vitalità - la parola più ricorrente è "coraggio" - ma tra le righe si nasconde la selva delle difficoltà da affrontare per mettere insieme quelle due-tre culture diverse e per imporre la logica del maggioritario, dentro e fuori dal partito.

Veltroni è intelligente, un uomo di cultura, un buon leader. Forse di proposito nel suo discorso di Pisa di venerdì sera sacrifica il metodo per enfatizzare il fine, cerca l'aggregazione ed il consenso fra spauriti e isolati. Non a caso il passaggio più applaudito riguarda il richiamo alla questione della sicurezza e dell'ordine pubblico; l'altra faccia della medaglia era l'accoglienza degli stranieri (questa molto meno ben accolta). Molti i riferimenti a Bauman, Amartya Sen se ne sta sullo sfondo, ancora inaccessibile al popolo. Mi chiedevo come sarebbe stato non qui non nella terra rossa, ma davanti alla platea dei padroncini del Nord Est.

Pur considerando onesto l'intervento, c'è da chiedersi come finirà quando ci accorgeremo che questo è stato un altro flebile tentativo, che le classi dirigenti saranno sempre al loro posto e che ci saranno ancora, inamovibili, le stesse lobbies di sempre ad ostacolare la svolta verso una democrazia matura.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Il kaimano padano dice:
il problema è se davvero interessa a tutti una democrazia matura...dalle mie parti preferiscono (nel senso di preferenze di lista) un politico condannato per mafia a un politico che cerca di far pagare le tasse a tutti...forse il problema non sono solo i nostri politici ma anche i nostri connazionali (parola molto grossa dalle mie parti..)Buone cose a tutti!

socioweb ha detto...

E'verissimo quel che dici, politici specchio del popolo. Cambiare il popolo del resto è un'operazione che ha molto a che fare con le dittature. Forse dobbiamo continuare il lavoro costante, quotidiano per cambiare questo e quelli.