venerdì, dicembre 14, 2007

La dignità dei vecchi


All'ufficio postale per fare un pagamento. Mi passa accanto un vecchietto che porge un biglietto chiedendo una confezione di aspirina. Stupore generale, "guardi che si è sbagliato, la farmacia è accanto, qui siamo alle poste". Il suo sguardo perso ferisce. Ilarità per questo episodio che rompe la grigia normalità, un'impiegata la mette sul sindacalese "ci mancava anche questo, tra poco venderemo farmaci da banco anche qui in posta". Mi fa star male quando esce incerto e confuso e mi viene in mente la vecchiaia nell'antichità ed il confronto con quello che oggi è ridotto a sopravvivenza, mero trascinarsi di corpi disfatti in un'epoca che non si riconosce più e non ha dignità, facendosi male e perdendo la vera dimensione umana: senescenza come imputridimento.

Invece un tempo...

"...più a me piacerebbe accettare uno vecchio amante che uno così giovane. Sarà el vecchio saputo, desto e presto a conoscere e adoperare i tempi, luoghi, e ogni occasione. El giovinetto né bene conoscerà queste quanto sieno utili, e conoscendole saprà né ardire né fruttarsele." Ecatonfilea (Leon Battista Alberti)



Invece un tempo ...era saggezza, erotismo pieno e compiuto, emanazione di un ordine inflessibile e naturale. Il vecchio è "il più sapiente uomo del regno, e il più comunicativo" nel Candido di Voltaire, E cosí parlò allora quel vecchio uomo,il "Marinaro dal magnetico sguardo" , il marinaio di Samuel Taylor Coleridge. Uomo della forza e dell'energia vitale in Ariosto e nonostante gli anni "vecchio di faccia, e sì di membra snello, che d'ogni cervio è più veloce assai ". Il vecchio disegnato da Grazia Deledda dalla figura solenne, nelle candide ciocche della sua barba si muove la brezza. Quanta poesia! Quanto ardore e quanta vita c'era. Perdendo la cultura perdiamo la vita.

2 commenti:

ginoilsalumiere ha detto...

Purtroppo hai pienamente ragione...

Anonimo ha detto...

Tutto vero..e si potrebbero aggiungere altre cose che comunque non cambierebbero il senso di quel che hai scritto...c'è da dire però che oggi alla parola vecchio si collega un numero anagrafico che fa paura...quando si è vecchi oggi? a 70? A 80? Gli esempi citati si riferivano a numeri diversi: 45, 60 anni...Il progresso medico ci ha portato a vivere molto più a lungo..forse senza considerare le implicazioni che questo comporta...mah!
Resta il fatto che con questa cultura (perchè una cultura c'è!) non si va da nessuna parte! Lo dice il Kaimano Padano...Auguri a tutti!