mercoledì, settembre 22, 2010

Due librerie: confronto di anime


I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro.Carlos Ruiz Zafón


Ma sarà proprio vero? Mi fa pensare ad un  gioco divertente: confrontare le librerie mia e del mio amico Mau Kaiman su aNobii. Subito appare al calcolo una compatibilità molto BASSA. Uhh che roba, ma non ci credo e quando glielo dico non ci crede nemmeno lui, addirittura minimizza "No, dai! Facciamo che fra noi ci potrebbe essere al massimo una sanissima differenziazione...anche ricca,vai!" Vorrei capire meglio.

Infatti abbiamo un solo titolo in comune e cioè "I sonetti dell'amore oscuro" di Garcia Lorca, stessa edizione. Eppoi il nulla, tranne forse la medesima edizione superpocket anni 70 di 2001 Odissea nello spazio ed alcuni testi basilari per noi ex fricchettoni: siddharta  e chi non ce l'ha ? - allen ginsberg - ho visto quelli della mia generazione. ecc. ecc., un benni famoso, il gabbiano livingstone isabel allende e i suoi spiriti. Oh intesi ce li ha anche lui questi, ma non si sa se li ha letti o meno. E poi dopo questo scarno elenco il vuoto, il nulla. Ma come è possibile?

Pare che siamo partiti insieme, stesso umorismo ideali orizzonti per ritrovare Mau con ben undici Castaneda, l'antropologo stonatissimo che vede aquile che gli servono la colazione ed io con tredici banane yoshimoto, nipponica ragazzina tutta manga e kitchen sentimentali. chi dei due ha svoltato? Chi invece è rimasto fedele all'immagine di allora?

Di sicuro ho il trofeo per i libri finiti (77%) contro il 58% dell'amico, ma va considerato che lui non ne ha caricata che una parte e staremo a vedere alla fine quale sarà il conto. Sicuramente mi fa soffrire l'esistenza in quella libreria padana di autori come Amelie Northombe che non so chi sia (quel caso letterario francese?) e ancor peggio Erri De Luca che tutti stanno seguendo come l'ultimo profeta e di cui io non ho letto una mazza. Non ho letto la Strada di Mc Cormack che ho immaginato essere un romanzetto per single femmine ed invece me lo ritrovo anche qui. Poi lui ha molto, troppo sudamerica da Taibo ad opere su Tina Modotti. E moltissimi saggi politici che cercano di far luce su stragi di stato e potentati assassini. Non è possibile: ha letto anche "Salario prezzo e profitto" di Marx! Mi posso immaginare quando è successo, 1979 o giù di lì. I suoi occhi piccoli strizzati su una realtà a pezzi ma da capire a tutti i costi, frantumandosi il cervello curiosissimo di tutto. Eppoi, curiosando ancora, un'intero scaffale tutto erotico, trasudante lascivia e voglia di fuggirsene a cuba e di programmarsi una vita di piacevolezze.

Mentre Mau si leggeva Alina Reyes, nella seconda metà degli anni 90, io a parte le doverose incursioni di lavoro nella filoantropopsicosociologia, forse non c'era bisogno di  saperne molto di urbanistica medievale e m'incastravo, seppur soddisfatto, nelle banchine glaciali di Heinrich Boll o di Mc Ewan oppure di Yourcenar e infine di Calvino e nelle quotidiane tragedie di Yeoshua e Grossman. Come se cercassi nei saggi un ruolo d'intellettuale che forse non mi spetta e nella letteratura una soluzione alle mie tempeste emotive ed una risposta ai dilemmi della vita. Un essere pomposo e complicato, attirato dalla semplicità e dall'immediatezza dell'amico Ecco com'ero ed ecco come son rimasto. Tutto qui?

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