S'assottiglia la famiglia

Alba ha scritto un post che dice molto più di quel che titola: in realtà parla non solo di zie e zii in via di estinzione, sta parlando a tutto tondo della famiglia oggi, tema-stimolo che mi fa rivoltare tutto dentro. Dico da sempre di odiarla questa maledetta parola che non significa nulla tranne abuso, parola che Alba sottolinea tanto, confortata dalle statistiche. E' come amore, libertà o semplice affetto: non nasce per legge, se c'è meglio, altrimenti non se ne faccia di nulla.
Mi viene in mente la famiglia mafiosa, il clan, quello che ha protetto la madre assassina, quello che si rivolta ai carabinieri quando vengono ad arrestare il camorrista spacciatore, quella degli abusi su donne e minori, quella senza regole morali e civili (familismo amorale, dicono di noi italiani), ma anche quella pazzia borderline (follia nascosta al pubblico) che si rivela in tutta la sua impudicizia quando scatena violenza e abuso.
In fin dei conti Alba centra il bersaglio quando la vede sempre più sola, incontrollabile socialmente, controllata dai poteri mediatici. I cui membri, soli a loro volta, riversano lì - e dove altro potrebbero, tranne lo stadio? - le loro ferite, i loro sentimenti. Nuclei senza controllo, quindi senza pace, senza sostegno, dopo millenni di cristianesimo che dice di voler aiutare la Famiglia. Ma quando mai! E' solo un'idea per loro, oppure una norma.
Naturalmente stiamo analizzando un fenomeno e quindi registriamo le fatiche e le dinamiche di morte, senza voler per questo negare che nuclei umani basati sull'affetto esistano davvero. E che siano composte da etero, omo, vecchietta con badante, nonno e nipote, studente e anziano, questo conta poco di fronte al degrado. Sta nascendo un Altro che iniziamo da poco a conoscere. Ci piace ed è fatto di libertà, spontaneità e affetto liberato, ma la morte della Famiglia continua a farci paura, perché la sua scomparsa viene a dimostrare tutta la nostra inadeguatezza di fronte ad una Comunità-Mondo senza orizzonti.
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