sabato, marzo 16, 2019

Lo sciopero per il clima



Stamani ascoltavo i ragazzini intervistati alle radio e mi è presa male.  Al contrario di Cruciani de La Zanzara, il quale si è dichiarato dispiaciuto profondamente per la partecipazione della figlia tredicenne al corteo.
Mi son chiesto perché io al contrario di lui stamani avevo le lacrime agli occhi, pensando al futuro dell’ambiente, ai ghiacciai che si stanno sciogliendo ed alle tremende conseguenze che ci aspettano e che subiranno i nostri figli.
Si, certo, non sono abbastanza maschio e sono inabile al “menefrego” di fascista memoria. Mi sento male a pensare a quel che stiamo perdendo. E lo sento davvero dentro. Questa distanza dalla natura che devo subire mi fa star male. Cruciani come Trump manifesta una boria tale che solo si giustifica col  suo saggio maturo e vecchio attenersi ai fatti. Nulla potranno fare questi cortei dice il pensiero dell’anziano. È una bischerata e nulla potrà cambiare. Questo spirito cinico forse ci aiuta e ci fa riflettere su quel che gli adulti dovrebbero fare per migliorare: concretezza e pragmatismo.
Le mie lacrime da ragazzina nascono invece da altro: necessità di valori di buone intenzioni di orizzonti su cui impegnarmi e sensibilizzare gli altri all’impegno.
Lui da maturo inquadra il corteo nel panorama delle vecchie ideologie e di fatto porta acqua al mulino dei violentatori dell’habitat, ai profittatori. Io ho bisogno di lacrime che ci aiutino a sopravvivere, tutti insieme. Anche coloro che negano l’imminente disastro e pensano di farla franca.

lunedì, febbraio 25, 2019

Il fascista di sinistra






Adesso si fanno vivi i razzisti e sono tanti ed escono come pantegane dai loro angoli privatissimi. Hanno preso le distanze dalla propria autonomia di giudizio, deponendo fede e idee per accodarsi agli uguali come loro e affidando la vendetta ad alcuni disperati organizzati o meno.
Ma non accade all’improvviso. Il clima si stava sempre più imbruttendo da tempo. Sotto la coltre dell’eterno pd anche in Toscana lavoravano per costruire il muro fi odio. Posso ricordare le scritte antialbanesi mai cancellate dai muri, un sindaco indipendente serio e giusto cacciato via a fini elettorali per difendere gli umori antirom del “popolo”. Eppoi le rabbie contro una famiglia, anch’essa colpevole di appartenere a quell’ etnia.
Questi loschi figuri fino a poco tempo fa votavano a sinistra, leggevano repubblica e magari avevano posti di rilievo nella politica. Insomma erano ADEGUATI, perfettamente inseriti. E ancora oggi lo sono. Anzi, declamano il loro odio razzista come un dovere dato dal loro rango sociale. Gli integerrimi sono ancora lì, rispettati ed adeguati come prima. Stanno trasformando i nostri paesi in ghetti, le nostre scuole in caserme dove gerarchia, esclusione e clientele hanno preso il posto culturale cui da tempo aspiravano.
E allora se è vero che anche la sinistra ha coltivato queste idee, allora cambiamo la politica e quel che ha favorito il perpetuarsi dell’ideologia fascista di cui anche la sinistra era portatrice e che ha permesso di continuare a questi figuri di continuare ad essere al loro posto ancora. Quindi basta con le ipocrisie, con le solite clientele ed i giochini di ributtante trasversalità. In ogni caso la sinistra è minoranza e lo sarà ancora per molto. Quindi non c’è nulla da perdere.

giovedì, febbraio 21, 2019

Oltre il bullismo...



Edward Burns Jones - Laus Veneris -1875L'occasione di parlare delle condotte violente fra adolescenti e contro i diversi di ogni genere, mi viene da un articolo della psicologa Simona Caravita che dal suo blog su Il Fatto Quotidiano posta un intervento che sottolinea il rischio del minimizzare tali atti che si configurano per quello che sono e cioè vere e proprie violenze.
 
E' pur vero che fermarsi a questo punto, prendendo coscienza di quanto emerge dalla lettura di Caravita sarebbe già importante per ognuno di noi. 

Da sociologo però mi pare necessaria una lettura più estesa del fenomeno. Infatti, un secondo passo potrebbe essere quello di ipotizzare alcuni fattori che favoriscono la minimizzazione del bullismo ed il suo scadere a meri atti goliardici.

Mi viene subito da pensare all'adulto ed al suo atteggiamento di rinuncia al proprio ruolo. Quando minimizza, abbassa la testa e più che giustificare compie un atto di acquiescenza verso lo strapotere ed il ritorno dell' aggressione come metodo per regolare le relazioni umane. 

Non abbiamo forse declassato a "buonismo" quegli atti di mediazione che dall'inizio del Rinascimento hanno fatto sì che le ordalie e le guerre venissero rimpiazzate da atti politici, cavallereschi, diplomatici veicolati dal senso di nausea avverso le violenze e le sopraffazioni?

Un tempo prendersi l'amore di una donna avveniva quasi regolarmente mediante violenze sessuali approvate e, mai eppoi mai, sottoposte a sanzione dal Diritto positivo. Questo frutto della modernità, potente strumento di regolazione dei rapporti sociali appare oggi moribondo per ipertrofia regolatoria e per iperspecializzazione. Il diritto recede ed è superato dalla logica della giungla, dove regna sovrana la logica del più forte/potente/ricco/ecc. Si veda a tale proposito "Cavalleria e parità di genere".

Un giorno forse ci accorgeremo che il declassamento del diritto e dei diritti sociali e personali, ha riaperto un antico capitolo, quello della gestione della violenza.

Non mi pare una buona idea quella degli "espertintv",i crepet che abbandonando (forse perché in tv?) ogni tentativo di approfondimento si limitano ad evocare l'autorevolezza adulta, senza fornirla di strumenti che non siano altro che ceffoni, "il sano ceffone". Insomma si evoca il ritorno al vecchio padre di famiglia violento? In questo modo ancora un punto a favore della regressione all'antico.

Ma l'umanità non è destinata alla regressione al diritto del più forte. La gentilezza nei rapporti nasce dalla condivisione di regole e valori che la società pare aver messo da parte. Il buonismo non è veicolo di comportamenti alternativi alla violenza è la sola ed unica via di salvezza.

lunedì, febbraio 18, 2019

Quelli del discount




Vorrei poter descrivere i clienti del discount perché sono un libro aperto sulla crisi che stiamo vivendo. Il loro obiettivo è spendere il meno possibile. Comprensibile e necessario per molti di loro. Tutti, posso capire, sono costretti a mettere da parte le voci di sofisticazioni ed ingredienti pericolosi nei prodotti in vendita: acqua con battere mortale per bambini ed anziani; mozzarelle contenenti sostanze tossiche, eppoi pasta con grani dell’est contenenti glifosato in grande quantità.

Ma anche la materia delle sofisticazioni alimentari, facendo parte della categoria "catastrofi attuali" come le migrazioni ed i raggiri della finanza internazionale viene archiviata ed espulsa dalla vita e dai pensieri quotidiani.

Costretto ad evitare di pensare alle conseguenze sulla propria salute, pubblicizzate ampiamente, questo popolo impoverito, invecchiato e rancoroso, scomposto e frantumato in individui, coppie e famigliole rappresenta il cadavere del consumatore, lo zombie di una figura sociale in via di estinzione,sotto i colpi dell’ impoverimento globalizzato.

Ogni dominus, costretto nel suo angolo privatissimo, percorre gli stretti corridoi del negozio, evitando tutti gli altri con la necessaria alterigia, poiché ognuno è per sé e deve conservare la propria identità. Pur disconoscendo i comportamenti globalizzati e lamentandosi di questo mondo solcato in via esponenziale da merci e persone, corre al negozio cinese per risparmiare.

E’ un insieme di soggetti per il quale il termine “massa” non è più applicabile e non descrive niente di ciò che si sta muovendo nelle società. Forme liquide conservatrici e nello stesso tempo rivoluzionarie e radicali, privatistiche ma anche con un ineliminabile bisogno di intervento pubblico e protezione di stato.

Forgiate alla cultura tv di prima serata, hanno abbandonato memorie, sentire comune e fedi religiose ed ideologie, per sopravvivere senza alzare la voce mantenendo la rabbia, il livore e l'aggressività entro le mura del suo particolare.

martedì, febbraio 12, 2019

I valori italici



2Tutto qua? E' semplicemente un cafone, un maschio rozzo, il ruttatore petomane
l'italiano. Quello che dovrebbe rappresentare una cultura a sé, la purezza di labbra piene di sugo che invocano mamme brutte, incarognite e ancora apprensive. Impaurite per la sorte del loro piccolo italiano ancora abusivo in questa terra incognita chiamata modernità.

Tutto questo dovrebbe rappresentarmi quando li vedi con i jeans i sessantenni. Jeans calati su chiappe bianche smunte, protette dalla propria semplicità. Me piace la femmina, me piace la pasta al ragù, sto pellajuve. Questa è la cultura che dovremmo difendere? Questi i valori: puttane con i potenti, usi a novanta gradi con chi conta. Questi i valori: sbandierare il proprio pene come straccio al vento. Rabbia verso chi è liberale aperto al mondo perché non parlano che qualche parola di italiano e non sanno mettere insieme che qualche frase copiata dalla vera maestra: la tv della prima serata.

Volete difendere il nulla? Accomodatevi.