lunedì, novembre 26, 2018

Genocidio






Sta scoppiando il mio mondo,

Tutto a gambe all'aria, distruzione delle cose.

Ma da dove nasce questa falsa gioventù assassina

di contro alle mie ossa nude sfinite senza altra volontà che un sonno infinito.


Il mio mondo è arrivato alla sua ultima fermata, ultimo strappo, ultimo stupro.

Forse distruggendo possiamo sperare nella rinascita e questa è l'idea

dei distruttori.

Cullano il proprio insaziabile ego nella speranza che dopo magari rinasca tutto

e con la fatale risurrezione la vita ricominci daccapo ed il trenino

riparta e la colpa venga per sempre cancellata.

Invece no. La carne straziata lo è per sempre.




giovedì, novembre 08, 2018

Edgar Morin


eDGAR MORIN by dellacerra

KEJU Ghof - Freestyle pt. 1


Ritorno al passato





Da due anni avevo smesso di scrivere su questo blog. Ero stato abbagliato dalla facilità d'uso del social. Lì tutto è semplice e farsi un social è questione di minuti. Hai tutti i servizi pronti e amici da ogni dove spuntano come funghi.
Dal passato dalla prima elementare, dai vari lavoretti svolti ed amorazzi frequentati. Gente che da anni non vedevi e che adesso chiami "amici".  Puoi fare di tutto e in pochissimo tempo. Come capita per molte cose adesso: eliminare le complicazioni, quando in quei giorni il mio blog andava mantenuto con robe sempre più complesse ed usando strumenti sempre più sofisticati e contenuti sempre più veri e quindi complessi.
Quindi lasciai perdere il mio diario. Mi son buttato anch'io nei social, pur con la coscienza sottile di aver tradito questo diario che ogni tanto occhieggiavo come un vecchio giocattolo lasciato in fondo ad un cassetto.
Poi il social mi ha stufato. Troppa gente, troppo di tutto che non ti lascia pensare. Dal social puoi solo arrabbiarti, seguendo il corteo delle frustrazioni, salutando gli "amici" per un attimo, senza seguirli davvero. E' forse allora che mi son sentito schiacciato e prigioniero del pensiero unico sotteso all'unico format frequentabile/pensabile/agibile: quello dal solito colore e dalle mille facce sempre uguali dei soliti politici. Quei contenuti non posso cancellarli. E allora torno in questa officina per smontarlo, cambiarlo o aggiustarlo come un vero meccanico sui suoi motori. Avevo voglia di forme mie che in qualche  modo esorcizzassero la mia recente schiavitù. 
E adesso sono qui nel mio orto, nel mio campo dietro casa perché questa è la mia piantagione di idee che renderanno i social solo dei trampolini per la rete, nient'altro che pozzanghere in cui saltare dopo la pioggia. Se a qualcuno interesserà mi troverà qui.


Poi il mio amico mi chiede che fine ha fatto il mio vecchio blog. Da quel momento Lentamente ho ripreso a frequentarlo.

sabato, febbraio 06, 2016

Il Tirreno, Pisa 6 febbraio 2016


Siamo atterriti e ci sta facendo soffrire dentro quel che abbiamo appreso delle violenze dell' asilo a Pisa. Ma la rabbia dei genitori per l'umiliazione dei bambini e per le conseguenze psicologiche che resteranno in loro deve far posto alla più ampia sorveglianza per non ripetere quel che è successo anche qui.

L'ammonimento d'ora in avanti non sta nel semplice cambiare scuola al bambino, ma va prima di tutto al rapporto dei genitori utenti col servizio scolastico che deve essere di contrrollo e presidio costante sulla didattica, sulle attività dei docenti e sull'organizzazione più generale delle scuola. I genitori non sono un'appendice del sistema ma debbono poter dire la loro, entrare in un rapporto dialettico con il sistema scolastico. Genitori, non limitatevi a dire la vostra solo sui regalini di fine anno, le recite e le gite. La scuola è malata e per il bene dei figli va presidiata costantemente entrando nel merito di quello che fa. Una scuola lasciata a sé stessa -è sotto i nostri occhi - produce disagio, emarginazione classista e diventa sempre più caserma come quel luogo infame.

Il secondo ammonimento riguarda, la scuola stessa che si autoprotegge, come la chiesa con i pedofili, evitando lo psicologo per il proprio personale ma dispensandolo a piene mani per i bambini "strani" o diversi. E evidente che non esiste in questo settore una politica del personale, dato che non ci si accorge del disagio di maestre "bruciate", ormai incapaci di fare il loro lavoro e quindi da destinare altrove. E evidente l'assenza di una dirigenza del merito che conosca ed abbia sensibilità diverse e meno antiche.

I servizi di pubblica utilità come gli asili e le scuole hanno bisogno di personale da manutenere, non inamovibile, che è possibile collocare altrove e qui c'è da trovare davvero un equilibrio tra i diritti dei lavoratori ed il benessere dei bambini che in questo asilo è venuto meno a scapito dei nostri piccoli

Anche le istituzioni democratiche hanno le loro responsabilità per aver usato le scuole ed i bambini solo come terreno di propaganda per riempire di applausi i loro comizi. Qui c'è da gestire il futuro dei figli e non è ammessa alcuna faciloneria: date spazio agli esperti, permettete loro di cambiare la scuola, fidatevi del loro sapere. Il Comune di Pisa avvii una commissione ad hoc che prepari progetti educativi e faccia delle scuole del territorio ambienti di cambiamento non lager e caserme come stiamo vedendo anche oggi.