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martedì, luglio 14, 2020

Ingabbiati

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    Come faccio ad essere vivo? Come non ridursi a specchio dei potenti e riprendere il possesso del proprio potere di cambiare il mondo? Nulla prospetta libertà né sangue, né rivolta, ma solo un passaggio interminabile lungo i muri sfiorandoli con il corpo per non esporsi, per non  dover rischiare di perdere le proprie ultime ombre di libertà. 
Una cappa mostruosamente enorme sulle nostre teste. L'hanno portata a termine solo per non perdere il loro potere di transare vite, costringendole ad abiurare, a giurare sulla testa dei loro figli che mai e poi mai tradiranno la Causa. Ma quanto è bella la Causa, a causa della quale si resta schiavi di bugie e verità falsificate.
    Abbasso lo sguardo per non tradire lo schifo che mi fanno, io loro e i loro potenti burattinai capi della cosca della Causa, a causa della quale andiamo avanti nella paura febbre che ti gela, impossibile andare oltre il muro di paura che ti hanno instillato:

dio e le sue vendette, l'isterico dio;
i criminali i ladri i malfattori che ci circondano e sicuramente ruberanno le tue robe, gente pronta a tutto a farti male;
i pellerossa pellenera pellegialla che hanno bisogno di rosicchiarti le ossa e bere il tuo sangue, lontani e quindi selvaggi;
la donna perfida dama del diavolo tentatrice che addirittura di farà godere, paura che ti rubi l'anima e ti renda femmina;
le malattie che la vita è bella ed altro che soldi, la salute è tutto, trema se la morte si avvicina, ma poi tutto sbiadisce e c'è morte anche nella vita come c'è femmina nel maschio.

Che altre paure ci hanno reso esangui, piccoli d'anima e di cuore, miopi e vacillanti? 
Finiremo a zampe all'aria, con il carapace che ci tratterrà al suolo, perché mai abbiamo avuto uno slancio verso il Cielo.


Chi semina odio?

         
         Quora         

         Ti ascoltavi ributtante con quell'odio tracimante?
         seminando ovunque il male ch'ogni dì il borghese assale,
         solo tu al centro del mondo miserando pagatore
         questa vita è fatta solo per la vittima che sei 
         tu il solo che lavora tartassato e schiavizzato,
         tu la vittima d'offesa vilipesa e depredata,
         puoi permetterti ogni sfizio vista questa condizione, 
         ogni tanto da padrone puoi uscire dalla pista
         hai diritto anche allo sgarro ogni volta che ti piglia
         bravo padre di famiglia,
         confidando nel perdono di un tuo dio di plastilina
         che perdona le tue sere a tirarti su una pista violentar il rifugiato
         
         La virtù ch'è tutta tua stai sicur non perderai
         se ogni tanto t'offrirai qualche sana perversione,
         il tuo dio in camicia nera l'occhio altrove volgerà
         se l'amante hai sul sofà ma declami la famiglia
         dici siamo tutti uguali ma il più uguale sono io
         - questa vita è una jungla impara a prevaricare!

domenica, luglio 28, 2019

La clinica del legame oltre la tristezza delle passioni

I legami non sono limiti dell'io, ma ciò che conferisce potenza alla mia libertà e al mio essere.
  
Abbiamo ancora davanti agli occhi come eravamo. L'allegrezza di ieri contro l'estrema negatività dell'oggi, la nostra purezza o stupidità di contro al distacco che forse per superficialità attribuiamo ai ragazzi di oggi.
Il XXI secolo ha segnato la fine della linearità, del progresso, dell'inevitabilità del susseguirsi delle generazioni, dei rispettivi compiti evolutivi. 
Grandi e piccoli, adulti e giovani mescolano in un disordinato marasma ciò che ognuno dovrebbe essere. 

Baumann la chiamava "modernità liquida" e tutti adesso si sono appropriati del concetto, secondo il mio modestissimo parere, in modo troppo sbrigativo e definitivo, col fine di eliminare le numerose aporie presenti nei fenomeni sociali, di per sé alcuni dei quali ancora poco liquidi ed anzi cristallizzati e difficili da "liquefare".


Gli autori di questo bel saggio hanno ben presente tutto ciò. Consideriamo interessante l'approccio globale alla persona, tipico della migliore teoria dell' assistenza psichiatrica odierna. Si ammette quasi con stupore che le problematiche portate da adolescenti e famiglie sono ascrivibili alla crisi, o meglio alle crisi, che attraversano questi tempi. La dimensione sociale ha un rilievo immediato sulle patologie ed i bisogni di ragazzi e famiglie. Si percepisce immediatamente negli autori la salda base pratica delle loro affermazioni. A tal punto che la parte iniziale dell'opera che tratta della tristezza delle passioni, non pare accompagnata da sufficiente teorizzazione. Dal punto di vista sociologico si notano omissioni teoriche che però avrebbero portato l'intento degli autori ben al di là della pratica clinica e della dimostrazione della necessità di una "clinica del legame", Questa formula, di cui vengomo fornite buone coordinate di partenza, può senz'altro - e questo è il risultato che studiosi e professionisti si aspettano - costitituire una solida prospettiva per il lavoro quotidiano dei servizi e nelle pratiche dell' assistenza.

lunedì, febbraio 18, 2019

Quelli del discount




Vorrei poter descrivere i clienti del discount perché sono un libro aperto sulla crisi che stiamo vivendo. Il loro obiettivo è spendere il meno possibile. Comprensibile e necessario per molti di loro. Tutti, posso capire, sono costretti a mettere da parte le voci di sofisticazioni ed ingredienti pericolosi nei prodotti in vendita: acqua con battere mortale per bambini ed anziani; mozzarelle contenenti sostanze tossiche, eppoi pasta con grani dell’est contenenti glifosato in grande quantità.

Ma anche la materia delle sofisticazioni alimentari, facendo parte della categoria "catastrofi attuali" come le migrazioni ed i raggiri della finanza internazionale viene archiviata ed espulsa dalla vita e dai pensieri quotidiani.

Costretto ad evitare di pensare alle conseguenze sulla propria salute, pubblicizzate ampiamente, questo popolo impoverito, invecchiato e rancoroso, scomposto e frantumato in individui, coppie e famigliole rappresenta il cadavere del consumatore, lo zombie di una figura sociale in via di estinzione,sotto i colpi dell’ impoverimento globalizzato.

Ogni dominus, costretto nel suo angolo privatissimo, percorre gli stretti corridoi del negozio, evitando tutti gli altri con la necessaria alterigia, poiché ognuno è per sé e deve conservare la propria identità. Pur disconoscendo i comportamenti globalizzati e lamentandosi di questo mondo solcato in via esponenziale da merci e persone, corre al negozio cinese per risparmiare.

E’ un insieme di soggetti per il quale il termine “massa” non è più applicabile e non descrive niente di ciò che si sta muovendo nelle società. Forme liquide conservatrici e nello stesso tempo rivoluzionarie e radicali, privatistiche ma anche con un ineliminabile bisogno di intervento pubblico e protezione di stato.

Forgiate alla cultura tv di prima serata, hanno abbandonato memorie, sentire comune e fedi religiose ed ideologie, per sopravvivere senza alzare la voce mantenendo la rabbia, il livore e l'aggressività entro le mura del suo particolare.

mercoledì, febbraio 06, 2019



GO
to the People;
Live among them;
Love them;
Learn from them;
Start from where they are;
Work with them;
Build on what they have.

But of the best leaders,
When the task is accomplished,
The work completed,
The people all remark:
"We have done it ourselves"

                    Lao Tsu

sabato, febbraio 02, 2019

L'altro di Kapuscinski












Una stimolante lettura che basata su alcune conferenze del noto reporter polacco, rivisita il rapporto degli occidentali con l'altro: dai mercanti ed ambasciatori alle scoperte geografiche, fino alla meditazione illuminista con la nascita della curiosità nei confronti dei diversi da noi.

Un manipolo di pensatori che riflettono su nuove modalità di essere con l'altro: Levinas e Tischner, eppoi Martin Buber, Rosenzweig e Marcel, i pilastri teorico speculativi su cui poggia la descrizione snella e colta del cammino della curiosità. Malinosvky e l'approccio alle culture altre. La filosofia dell' incontro con l'altro ed il moderno, attualissimo confronto con le realtà emergenti che vogliono entrare sulla scena del mondo, togliendo lo scettro della centralità alle vecchie culture dell' Occidente in decadenza.

Indico come punti nodali la visione greca del barbaros l'altro come essere divino, portatore in potenza dell'immagine divina..dietro ogni errante potrebbe svelarsi un dio. Visione del tutto consonante con la visione del cristianesimo. in ogni uomo c'è dio.

Ed inoltre la rivelazione circa l'uomo-massa a partire dal 900, la cultura si riferisce sempre al popolo massa indistinta quando dovremmo superare questa barriera intellettuale e riferirci direttamente alla persona reale che vive il quotidiano. il superamento dell'epoca delle ideologie si fonda sulla fine della massa e sul recupero della vita dei microsistemi interamente vissuta.

Armi teoriche tutte queste per affrontare il prossimo presente/futuro ed il prossimo prossimo che bussa alla nostra porta od alla cui porta busseremo prima o poi. La relatività del nostro occidentale punto di vista non è relativismo ma chiamata in causa per la formazione alla curiosità verso gli altri.


lunedì, novembre 26, 2018

Genocidio






Sta scoppiando il mio mondo,

Tutto a gambe all'aria, distruzione delle cose.

Ma da dove nasce questa falsa gioventù assassina

di contro alle mie ossa nude sfinite senza altra volontà che un sonno infinito.


Il mio mondo è arrivato alla sua ultima fermata, ultimo strappo, ultimo stupro.

Forse distruggendo possiamo sperare nella rinascita e questa è l'idea

dei distruttori.

Cullano il proprio insaziabile ego nella speranza che dopo magari rinasca tutto

e con la fatale risurrezione la vita ricominci daccapo ed il trenino

riparta e la colpa venga per sempre cancellata.

Invece no. La carne straziata lo è per sempre.




domenica, luglio 29, 2012

Religione e Libertà



Ciao Ali, Oggi quando mi hai chiesto della mia fede mi accorgo di aver parlato di dio e della mia visione di un padre misericordioso, ma adesso mi accorgo di non aver accennato pr nulla ad un punto fondamentale del discorso e cioè la politica. Dirai "anche qui?", "ma la stai mettendo dappertutto questa politica!". In effetti quel che ha influito sulle mie scelte anche in materia religiosa è stata in realtà la cosciente astensione dal fare scelte. La Guerra fredda imponeva la scelta decisiva: sei di qua o di là? Credi o non credi in dio? La stessa domanda che mi hai posto tu oggi. Dentro di me sapevo di appartenere ad un altro mondo. Un ambiente insolito - non ci volevo credere fosse così isolato e che questa cultura fosse così minoritaria. Ma conta la sostanza e cioè che il pensiero liberale non era del nostro paese, era altrove e solo per questo era migliore. Decisi di non appartenere a nessuna famiglia, di non prendere parte alle loro scelte, avendo trovato in oguna di queste religioni (comunismo e anticomunismo) limiti intollerabili per l'uomo, per la sua crescita. E' per questo che hanno detto di me che sono una bandieruola, oppure che non sono un uomo maturo e sicuro di sé: non ho scelto. E continuo a non scegliere. Il pensiero libero ammette i limiti, critica, è socratico dubbio, ricerca incessante della verità in ogni cosa. Ogni appartenenza è da vagliare, ogni bandiera da guardarne il risvolto di sangue che ha prodotto. Ogni sapere la sua bugia. Ogni rito il suo sacrificio di sangue.

mercoledì, marzo 16, 2011

Se la centrale non fosse andata fuori controllo


...
Eppoi morire
tenendosi ancora per mano
con dentro sorrisi di bimbi e carezze
sempre gioia dentro
per aver vissuto con piena serenità
le lune e il rincorrersi di questa serie di stagioni
finite in amore.

sabato, febbraio 19, 2011

Appunti per un corso sulla comunicazione medico paziente

      

Non mi sento di insegnare in un corso di questo genere, ma solo di condurre per mano oppure spingere, o meglio sospingere. Uno sparring partner al servizio di gente non necessariamente entusiasta di fare un corso del genere. Mi basterebbero professionisti curiosi che vogliano solo passare delle ore per saperne di più del loro modo di stare nel mestiere. Che non si sentano onnipotenti, ma solo artigiani con le orecchie ben aperte. Null'altro.

Vorrei trasmettere nessuna nozione di quelle del tipo "ho la formula in tasca". Nessuna bacchetta magica. Piuttosto il vuoto mentale, uno zen in più per aprirsi all'ignoto. Lui, il paziente che potrei essere io. Ed io lo specialista che potrei anche ammalarmi e restringermi / calarmi / sprofondare all'altezza della malattia. Malattia che non è qui da descrivere come condizione patologica, ma significato sociale, ruolo, attesa, regola da infrangere.

Potrebbe essere questo corso un tempo di provocazioni continue, la beffa, lo stravolgimento delle regole e questo mi attira perché è nelle mie corde. Ma dovrei essere molto più intelligente e scaltro di quanto io sia mai stato. Ci penserò, devo ripromettermi di costruirlo così il mio, questo nostro corso. Avrò bisogno di Beppe Rocca, uno del mestiere che sa stare anche altrove. E filmati, fumetti, anche roba forte che picchia sul cuore e da calci nelle gengive? Prendendo magari anche un pò di cervello, sempre senza far troppo male. Dato che l'educazione degli adulti non impippa nulla a gente sgamata, complessa e murata. Incuriosire con concetti e estetiche diverse da quelli usuali al mestiere. Mi sento già sconfitto se penso di dover essere costretto già da ora  a far girare il solito trito Dr. House che dice le solite banalità circa questo nobilissimo mestiere che mal si adatta alle favole televisive. Piuttosto parlo di "Sabato" di Ian Mc Ewan, oppure del ritorno dall'India di Abraham Yehoshua. O di fumetti...

     

venerdì, febbraio 18, 2011

Il perdono

E' un atteggiamento essenzialmente egoistico, in quanto sarebbe dettato dalla necessità di ristabilire il patto di pace con una persona alla quale siamo particolarmente interessati e con cui abbiamo stabilito un legame significativo. Non ci interesserebbe perdonare persone con cui abbiamo relazioni indifferenziate dal punto di vista emotivo.
Nel senso laico con cui abbiamo cominciato l'esposizione, il perdono è costituito da una serie di atti rivolti da una persona ad un'altra. E' una posizione che contempla una relazione interrotta da una delle parti, l'offensore.
Nel senso religioso cristiano il perdono si risolve in un atto spersonalizzato, avulso da una relazione sociale. L'atto di clemenza della remissione dei peccati, infatti, discende da dio ed in forma giubilare essa assolve una somma d'individui diversi tra loro. Indulgenza plenaria o parziale, legata a pratiche in cui l'offensore chiede il perdono e questo non è atto spontaneo, ma derivato quasi per automatismo dall'alto. In quella che possiamo definire come visione democratica, orizzontale e laica del perdono si scioglie il nodo del risentimento e del rancore e si lascia andare la rabbia. L'atto deriva quindi da due momenti: la coscienza del legame con l'offensore e la conseguente scelta del perdono. E' la morte del conflitto, lo stemperarsi dell'odio al fine di ristabilire un equilibrio nuovo. Anche qui l'etica laica supera di gran lunga quella religiosa.

mercoledì, settembre 15, 2010

“Che la Forza sia con te”. Cronaca di un’operazione “casalinga”.




Come molti di voi certamente sapranno, lo Staff direzionale risulta particolarmente colpito dal punto di vista della salute dei propri operatori. Io sono uno di questi. Sottoposto all’Operazione nel proprio luogo di lavoro – solo un piano al di sopra del mio ufficio, ad una distanza veramente minima dalla poltrona cui sono aduso poggiare le martoriate terga. E’ una sensazione strana ma unica, che ci crediate o meno differente dagli appassionati resoconti di viaggio con cui il Dr. Salis allieta queste pagine.

Posso affermare con cognizione di causa che l’Operazione “casalinga”, a dispetto delle teorizzazioni di economia sanitaria più in voga (libertà di scelta delle cure, meccanismi di compensazione, contendibilità del “mercato della salute”) ha un grande effetto psicologico in termini di riduzione della strizza da parte del malcapitato.

Non so come ma vi dico che è così e non credo di offendere nessuno e dio sa quanto delicati siano i meccanismi della politica sanitaria se affermo che ero a casa, mi sentivo persona e non credo sia solo per la mia posizione, dato che non tutti mi conoscevano come operatore, ma tutti son stati gentili, educati, solerti, estremamente professionali.

Il giorno prima vi giuro è sempre strizza a duemila. Miracolosamente disciolta come neve al sole quando un medico mi spiega esattamente di cosa si tratterà. In modo semplice, diretto, pieno di empatia. Se ne parla tanto di empatia. Ne parlo nei miei corsi, pane quotidiano e qui la vedi applicata alla perfezione. Vi giuro mi è scesa una grande sicurezza e tranquillità, tanto da farmi affrontare l’Operazione nel modo che sentirete.

Tocca a me e mi vengono a prendere le barelliere che prima di giungere al vassoio in cui dovevo essere scodellato per le sale operatorie iniziano ad imbastire una curiosa conversazione su Sandro Giacobbe, poco conosciuto data la loro giovine età, al che mi sento in dovere di intonare la sua canzone più importante “Signora mia” con grande costernazione da parte del personale delle sale.

Quest’episodio, accanto alle battute di qualche operatore che mi riconosce, mi fa sentire un po’ al di sopra dell’angoscia. Nella sala l’intenso muoversi, brulichio di attività per me incomprensibili. Nel formicaio passano personcine piccole completamente avvolte negli indumenti verdi e mi viene addirittura spontaneo accostarle ai topini infermieri nella carcassa di camion che si accingono ad operare l’albatros Wilbur ferito in “Bianca a Bernie nella terra dei canguri”. Wilbur sono io, anche quando l’anestesista simpaticissimo inizia il suo lavoro.

“Ma lo sapete chi è questo signore? Quello che ci porta i reclami… dove sta il divaricatore da cavalli?” “Io scappo, siete matti” “Provaci se ti riesce…” Eppoi il sonno. E dopo il sonno ti svegli e sei ancora a casa qui da Nocentini circondato da operatori che vedi tutti i giorni ma che adesso puoi osservare all’opera e direttamente su di te. Alcuni ti seguono da mesi come il Dr. Convalle o come lo splendido Dr. Puccinelli la cui disponibilità ti fa sentire come sostenuto da una solida colonna e questo ti da sicurezza. Ne esci ripieno di una marea calma.

Mi scuso in anticipo e chiedo comprensione qualora dal mio articolo personaggi con struttura caratteriale rigida e poco incline allo spirito evidenziassero episodi o comportamenti inappropriati. E’ solo colpa mia, della mia memoria o delle emozioni del momento

Pubblicato su "Percorso Sanità" Luglio 2010

sabato, settembre 11, 2010

Le freak c'est chic?


Stasera mi è caduto un mito: è successa una specie di tragedia. Non so se vi ricordate quel famoso pezzo di Chic del 1978 dal titolo "Le Freak". Beh ero in cucina che mi stavo facendo un canarino (non amo gli uccellini, ma ero in vena di porcate) e tra me canticchiavo Ohhh free down... le freak c'est chic. 
Ad un certo punto arriva la tremenda demolitrice di miti che con fare sapientino "Non è free down, ma freak out". Ma noooo! 
Non è possibile, dal 1978 ho sempre cantato free down. Ero a terra, ma non domo ho afferrato il pc ed ho trovato che la parola free down esiste e significa "libero verso il basso" che potrebbe essere tradotto con "ha raggiunto il punto più basso della sua esistenza" o qualcosa di simil depravando. 
Infatti tutto stava tornando. Gli Chic erano forse personaggi R&B e come tutti i R&B moralmente scadenti con tendenza a credere che come successo a loro anche ogni freak stia cadendo in basso e faccia free down. 
 Il mito stava tornando a galla. Tutto si ricomponeva e la pace ricominciava a splendere in questo cuore romantico. Del resto ero confortato dalla presenza di ditte inglesi di carne come la celeberrima Freedown Food  o i siti di free download di ogni cosa ancora scaricabile.
 Vado a letto tranquillo quando m'assale il dubbio, il maledetto tarlo della ragione. E qui ci sta a fagiolo Bernanos perché secondo lui io non sarei punto umile, anzi sarei un mezzo scemo quando afferma: "Dubitare di sé non è umiltà, credo persino che spesso sia la forma più esaltata, quasi delirante, dell'orgoglio, una sorta di ferocia gelosa che fa rivoltare un disgraziato contro se stesso, per divorarsi. Il segreto dell'inferno dev'essere in ciò." 
E' bastato infatti digitare "Chic lyrics" per avere davanti la più orrenda delle verità:



Aaahh Freak out!
Le Freak, C'est Chic
Freak out!
Aaahh Freak out!
Le Freak, C'est Chic
Freak out!
Aaahh Freak out!
Le Freak, C'est Chic
Freak out!
Aaahh Freak out!
Le Freak, C'est Chic
Freak out!

sabato, agosto 21, 2010

Cosa succede in chat?


    

Ehi Dance, ti uccide la mia noia?
Prima incontravo gente ed era penoso
lasciarle per la loro strada, da sole.
... e in passato prima di farlo, parlavo per molto tempo con le persone.
Capitava in un hotel malmesso di apparire
aperto ma in realtà è solo una difesa
per non perdermi nel mondo.
Incontrarti è solo un dettaglio dipende
dal momento.
L'importante non essere artefatti.
Necessario essere sé stessi e gridarsi addosso
quanto sono bravo anche ad essere diverso.
Un altro tanto qui nessuno mi vede
E qui nessuno mi vuole
E qui nessuno mi vuole
E qui nessuno mi cerca.

sabato, ottobre 11, 2008

Come si compila una tesi di master?

Son passati molti mesi ma nessuno ancor fa tesi,
siam snervati, il titol manca
forse a tutti eccetto Franca.
Chi la fa sugli ospedali
chi sui video ai pazienti
ma son tutte intenzioni
e gli sforzi sono lenti
Io so solo che il remedi, dopo tanto registrare
si è trovato in alto mare
e lo stesso si può dire di roberto il bel pisano
sempre attento al grande pisa
nulla ancora stringe in mano.

Su a Torino 'un si sta meglio
e sta sergio allampanato tutto serio e sconsolato.
Deh 'un direte mi'a che a pescia e gli vada proprio liscia,
visto che il gran baldini la fa fare ai suoi cugini.

Giù in campagna la stefania, la donzella di san pietro
va in calesse a intervistare le vecchiette a disturbare.
La rosaria c'ha provato, far la tesi musicale,
un'idea davver geniale, non sarebbe punto male.

Dice no un pò scocciata la melani nerazzurra
lei di meglio deve fare tra romanzi e poesie
ha già preso altre vie.

Battistini sei fortunato se la tesi hai evitato
tu da bravo portavoce non portasti questa croce.

Chi davvero riuscirà sarà proprio una ragazza
molto snob e un poco pazza che seren s'appellerà
e un bel voto prenderà, come anche la luisella dei massesi
la più bella.

Finirò questo lamento ripensando alla lucchese,
non ci scrive ormai da un mese. Che farà, sarà all'altezza
di tal nobile tenzone, o un pisan l'aiuterà e dalla melma emergerà?

mercoledì, maggio 16, 2007

Eli ed il Qoèlet


Oggi sono stata ad un funerale...ma non è di questo che voglio parlarvi x rattristarvi..i funerali ed ogni evento non particolarmente gioioso risvegliano la mia parte + introspettivo-malinconica,direi.... Mi è venuta voglia, nonostante non mi consideri una cristiana ma un'umile credente in Dio, in un Dio, di condividere con voi i bellissimi versi tratti dal Capitolo 3 del Libro di Qoèlet....in sintesi il messaggio è che c'è un tempo x tutto,un tempo che ci è stato donato con tanta generosità, un tempo che dovremmo amare e cullare senza affaticarci in stupide guerre ed ostilità perchè è inutile affaticarsi in simili faccende in quanto il destino è quello ed è unico...per ogni cosa c'è il suo momento....


"Qoèlet - Capitolo 3
La morte
[1]Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.

[2]C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
[3]Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
[4]Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
[5]Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
[6]Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
[7]Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
[8]Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
[9]Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?
...........[16]Ma ho anche notato che sotto il sole al posto del diritto c'è l'iniquità e al posto della giustizia c'è l'empietà. [17]Ho pensato: Dio giudicherà il giusto e l'empio, perché c'è un tempo per ogni cosa e per ogni azione. [18]Poi riguardo ai figli dell'uomo mi son detto: Dio vuol provarli e mostrare che essi di per sé sono come bestie. [19]Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità. [20]Tutti sono diretti verso la medesima dimora: tutto è venuto dalla polveree tutto ritorna nella polvere. "

Chiedo perdono se vi ho tediato ma credo che su queste parole ci sia molto di che riflettere e da queste parole sia possibile trarre insegnamento ogni volta che ci affanniamo e ci perdiamo per stupidate....

ELE

martedì, marzo 27, 2007

Riflettersi per Eleonora




Ci stavo riflettendo proprio ora...

ci si confronta spesso con gli altri su ciò che si è vinto e ciò che si è perso, su cosa si è guadagnato e cosa invece ci è sfumato di mano...


la + grande perdita x ciascuno di noi credo sia il non essere capace di confrontarsi con se stessi, di non avere la forza di metterci a nudo...


quante persone sento giustificarsi e nascondersi dietro un semplice :"Ma io sono fatto così...", credo che questa sia la frase peggiore che abbia mai sentito, la frase che segna la sconfitta della battaglia con noi stessi...


nessuno di noi è fatto così e resta così, siamo tutti corpi ed esseri in movimento, ogni secondo su questa terra è evoluzione ma spesso,siamo noi,i responsabili della nostra condanna ad una squallida involuzione..


Tra i milioni di difetti credo di possedere un pregio ed è quello, proprio, di provare a mettermi in discussione, di riflettere su me stessa: mi rendo conto che posso aver errato comportandomi in un certo modo, che posso aver ferito qualcuno ed allora cerco, ci provo, a non ripercorrere le stesse strade, a non recidivare, a non cadere in quel perfido circolo vizioso...


Non credere nella propria capacità di cambiarsi, di plasmarsi, di innovarsi è il + grande fallimento della vita...


Allora ecco xchè assistiamo quotidinamente a conflitti, ad infinite diatribe che scaturiscono in lotte senza fine perchè non riflettiamo mai su noi stessi, perchè non ci mettiamo mai in discussione, perchè non siamo capaci di ammettere un errore e non cerchiamo quasi mai di far qualcosa x capire noi stessi e gli altri..."

venerdì, marzo 23, 2007

Un bel vento che sembra di essere in africa...


Son depresso, non riesco più a vedere Rai Quattro. Sì, certo, ho due televisori e tutti e due Sony ma forse il primo non è proprio Sony, perché mi han detto che costa di più ed è stereo. Quando li ho comprati c'era la scritta SCART ed è per questo che li ho pagati poco, anche se Sony è la migliore marca italiana. Non so nemmeno che tubo cattolico montano, ma credo che entrambi siano a 18 cavalli, anche se ne avrei preferito uno tipo Sony 28 metri e con effetto piovra. Insomma, uno dal polliciaggio maggiore.


Oggi ho comprato una custodia meliconi senza pensare che se ce l'ho lungo non so se c'entra in questo coso di gomma. Ho preso quella a 8 euro e l'ho pagata 8 euro, senza dilatazioni di pagamento e senza Bankomarket. Passando agli altri oggetti che ho in casa penso subito alla sveglia con sveglia incorporata. E in auto ho un autoradio per auto. Non ho ancora comprato cassette da registrarci sopra perché non so quali comprare, non conoscendo la differenza tra una da 30 minuti e l'altra da 45 minuti. Penso adesso di comprarmi uno stereo, volevo spendere tra le 500 mila e il mezzo milione, così ho chiamato il negozio che è lontano per farmi ascoltare la differenza tra due impianti stereo. Mi han risposto male. Però per adesso mi serve subito la radiolina da mettere nella vigna e far scappare i cinghiali, sai quelle con i fusilli a 5 volts.


Non riesco a trovare mai il commesso che si interessa di pinguini. Ci trovo sempre quello che quando son andato a chiedere una spina tripla, mi ha chiesto se la volevo grande o piccola e io gli ho risposto "una cosa media". E' scostumato il tipo. Allora quel giorno mi piaceva un telefono ma non l'ho preso perché aveva una portata di 100 metri e posso solo telefonare a quelli del palazzo di fronte e allora non serve. Eppoi era senza GPL. Non ho più usato il cellulare perché me l'hanno cromato. Era bello, una Nokkia con la fibrillazione, ma anche quello Vodafone era bello.


Il mio frigorifero è guasto adesso, perde acqua e trovo tutti gliindumenti bagnati. E dovrei comprarmi anche un phon da uomo, adesso ne ho uno che fa alzare i capelli. E ci ho anche il ventilatore nuovo che fa tirare un bel vento, sembra di essere in Africa.

lunedì, dicembre 18, 2006

Riflessione di Ele


Oggi,le parole dette da un conoscente,mi hanno fatto fermare a riflettere..... questo è un messaggio x coloro che pensano che la vita sia solo routine e noia, x me, che spesso mi alzo e brontolo perchè devo andare a prendere un treno per andare all'università o devo studiare...
La vita, è vero, è un mistero, una sorpresa che si rinnova ogni giorno al sorgere ed al calar del sole..
Mistero è la parola chiave, è qualcosa d'incomprensibile, di nascosto, di non conoscibile..... non puoi conoscere la vita se non la vivi...
Mistero è nascere ed aprire gli occhi sul mondo,
mistero è poter vedere i colori che ti circondano,
mistero è crescere imparando a muovere i tuoi passi autonomamente,
mistero è invecchiare ricordando di essere stati bambini,
mistero è morire con la consapevolezza di aver vissuto,
mistero è apprendere sapendo di non sapere mai abbastanza,
mistero è sentirsi soli non immaginando che c'è qualcuno che ci ama,
mistero è amare chi non ci guarda + negli occhi,
mistero è donare nuova vita pur non sapendo come prendersene cura,
mistero è dare speranza a chi l'ha persa da molto tempo,
mistero è sorridere anche quando si vorrebbe piangere,
mistero è donare la propria vita a chi non sa di averne una,
mistero è vivere con la certezza di non aver perso questa incredibile occasione e con la voglia di viverla ancora.....


ELE