Perché ho scritto undici capitoli di antesignani di Van Gogh, io che non mi fregio di titoli di critico d'arte, io che con l'arte c'entro poco o nulla? Sinceramente ero attirato da questo testo, a tratti altisonante, scorretto grammaticalmente, brutto da leggere. Ma ci ho trovato un'anima. L'autore non lo conosco. Ma penso sia una persona vera, uno schietto amante dell'arte. Insomma ci ho trovato cultura.
Sin dalle prime pagine m'attraeva questo percorso, credo a suo modo inedito, di capitoli di una vita letta attraverso le donne. E allora perché non prendere il genio, il Grande Van Gogh e semplicemente sottolineare attraverso queste stesse pagine i suoi ispiratori? E' un pò come sentire l'arte con gli occhi dell'Artista. Un'esperienza che sapeva di percorso, tragitto, quasi esperienza sensoriale.Vorrei solo conoscere meglio lo scrittore e magari poterlo aiutare per migliorare la forma del suo scritto.... se tutto è modificabile.
Visualizzazione post con etichetta Van Gogh. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Van Gogh. Mostra tutti i post
lunedì, febbraio 07, 2011
Le fonti d'ispirazione di Van Gogh tratte da Vincent Van Gogh di G. Cafiero, Pacini 2008: nota finale
Le fonti d'ispirazione di Van Gogh tratte da Vincent Van Gogh di G. Cafiero, Pacini 2008 - 11° ed ultima parte
"Non ci si esaurisce il cervello per niente se il risultato è dei buoni quadri, e se si va alla ricerca della 'Speranza' di Puvis de Chevannes" pg. 170
"Nel Novembre dell'88 in una lettera a Theo annunciava di aver scoperto, grazie a ciò che dipingeva Gauguin, l'Arlésienne. Travolto dalla bellezza di quell'immagine, cercò anch'egli un'Arlesiénne e la scoprì d'acchito in Madame Ginoux..." pg. 187
"Lavorava internato nell'asilo, senza scrupolo o desiderio di uscire. Si ingegnava soprattutto per copie riprovando, su immagini, colori e toni di altri pittori. Così su "I bevitori" di Honoré Daumier, su "Il bagno" di Gustave Doré, su "Il buon samaritano" di Eugene Delacroix, su "Il taglialegna" di Jean Francois Millet." pg. 198
"Sarebbe stato saggio mettersi in poltrona, attendere e strofinarsi le ginocchia come un vecchio mercante perché la morte è sempre in agguato, e la tristezza durerà per sempre".
domenica, febbraio 06, 2011
Le fonti d'ispirazione di Van Gogh tratte da Vincent Van Gogh di G. Cafiero, Pacini 2008 - 10° parte
"Aveva necessità di andare a Marsiglia a vedere che c'era l'eventualità di scovare i colori che desiderava perché avrebbe voluto poter creare blu alla maniera di Felix Ziem, di inventare cioè tinte e sfumature nuove." pg. 140
"Così il Mediterraneo. Si poteva lambire il mediterraneo traversando in diligenza la Camargue con vigneti, lande e terreni pianeggianti e mandrie di tori e di piccoli cavalli bianchi. Una pianura d'erbe insomma che rassomigliava a un quadro di Jacob Isaakszonn van Ruysdael sicché era possibile dipingerla anche alla maniera di Salomon Koning, l'allievo di Rembrandt, oppure di Jules Dupré... E, a Ste Maries, ragazze che facevano pensare a Cimabue e a Giotto. Minute, dritte, un pò tristi e mistiche. A guardare la bellezza di quelle donne veniva in mente anche Monticelli perché il colore aveva un ruolo predominante..." pg. 143
"Bastava uno sguardo attento , una insperata concomitanza di luce e colore, la disponibilità percettiva del proprio animo perché una giapponeseria diventasse viva, ....Quasi un Hokusai puro. L'Hokusai de "Il Fuji con il bel tempo", de "Il grande piano di Ayoama", della "Barca". O "Il Fuji" di Hodogaya". pg. 146
giovedì, gennaio 06, 2011
Le fonti d'ispirazione di Van Gogh tratte da Vincent Van Gogh di G. Cafiero, Pacini 2008 - 9° parte
"Vincent coltivava, e sin dal suo arrivo a Parigi, un segreto, forse un amore, una devozione certamente per un maestro di luce, abile a manipolare intensità e gradazioni. Adolphe Joseph Thomas Monticelli moriva proprio in quei mesi del 1886 a Marsiglia lasciando in eredità a Vincent qualcosa di appassionato e di eterno, il ricco dolore del luminoso sud in maniera veramente coloristica...Colori chiari e contrasti di blu e arancio, rosso e verde, giallo e viola perché era persuaso realmente di essere l'incarnazione di Adolphe Monticelli..." pg. 129
"L'interesse per le sete giapponesi era forte e pecualiare data anche l'assidua frequentazione con la galleria del mercante Bing Arts d'Orient, autorità accertata in materia. In quella galleria era possibile acquistare qualche buon pezzo per 50 centesimi, ma ove era difficile reperire gli Hokusai e altre opere dello stesso periodo e di quell'arte giapponese che aveva qualcosa dei primitivi, dei greci, anche dei fiamminghi, di Rembrandt, di Endymion Potter, di Frans Hals il Vecchio, di jan van der Meer, di Isack van Ostade, di Salomon van Ruysdael. Era un'arte senza tramonto. ... Vincent prese a collezionare giapponeserie per poterle studiare, imitarle, comprenderle, e senza mai essere appagato da quelle figure, da quei paesaggi, da quei colori." pg. 135
Le fonti d'ispirazione di Van Gogh tratte da Vincent Van Gogh di G. Cafiero, Pacini 2008 - 8° parte
"Anversa si lasciava guidare da Peter Paul Rubens, dalla sua barocca vigoria. Da Anton Van Dyck, dalla sua morbida tonalità. Dai Brughel. dai loro segni vibranti. Da Jacob Jordaens, dal suo tratto conturbante. E Anvers accolse Vincent il 24 novembre e lo stregò, lo strinse in un abbraccio soffocante e sensuale...Poi andava per Musei senza tregua o respiro. Vincent venne rapito, all'inizio dalla pittura di Rubens, dal suo modo di disegnare teste e mani da quelle linee dei volti tracciati con semplici tratti di rosso o delle dita di una mano definite anch'esse da linee molto semplici, ma efficaci." pgg. 124-6
Le fonti d'ispirazione di Van Gogh tratte da Vincent Van Gogh di G. Cafiero, Pacini 2008 - 7° parte
"...questa terra così scura e striata dalle delicate tonalità viola del cielo e marcata anche dalla linea blu dell'orizzonte, diventava sublime e sembrava che si fosse ispirata a un quadro di Jules Dupré. Era il Drenthe, regione di torbiere e brughiere...La melanconia che le cose avevano laggiù era sana, come nei disegni di Millet." pg. 96
"Difficile descrivere un paesaggio simile, bisognerebbe immaginare le rive del canale come chilometri e chilometri di quadri di George Michel, di Jan van Goyen, di Philippe de Koninck, di Theodore Housseau or che la terra accompagnava la spirale di un canale che la penetrava, che l'attraversava." pg. 99
"Ecco il paesaggio piatto della brughiera e dei campi di grano, tutto diventava identico ai più bei quadri di Jean-Baptiste Corot." pg. 100
martedì, dicembre 14, 2010
Le fonti d'ispirazione di Van Gogh tratte da Vincent Van Gogh di G. Cafiero, Pacini 2008 - 6° parte
"Silenzio, solitudine e andar per lavoro a scoprir luci e ombre di una terra inospitale, dura, diffidente. Il Drenthe accoglieva Vincentn per dodici settimane dall'11 settembre al 5 dicembre del 83, sulle tracce lasciate da Max Liebermann per quei colori ardesia sfumati in grigio bruno, in giallo a piluccare msiture di luce e ombre, o l'abbaglio di un sole nascosto fra rami di betulle e querce, o confuso appena in nuvole acconciate sull'orizzonte" (pg. 95)
Le fonti d'ispirazione di Van Gogh tratte da Vincent Van Gogh di G. Cafiero, Pacini 2008 - 5° parte
"Vincent fu escluso dall'intimità di Mauve, forse per gelosie celate, certamente per essere inopportuna causa di improvvisi travasi di bile. Fu Weissenbruch allora che si intratteneva con Vincent attraverso rapporti che diventavano sempre più critici, censori e accusatori se, come emissario di Mauve, all'occasione, doveva esprimere, con fermo scrupolo, anche apprezzamenti biasimevoli sul lavoro di Vincent (...).Non più giovane con i suoi 57 anni (14 più di Mauve, 29 più di Vincent), Weissenbruch era affermato esponente della scuola dell'Aja se la pittura paesaggistica, soprattutto marina, rappresentava e adombrava, in una essenzialità greve e melanconica, vedute e nature dai colori cupi, grigi, densi." (pg. 80)
sabato, novembre 20, 2010
Le fonti d'ispirazione di Van Gogh tratte da Vincent Van Gogh di G. Cafiero, Pacini 2008 - 4* parte
Si dedicava a grandi disegni, alla maniera di Jean Francois Millet e nella maniera di Millet tratteggiava, a matita e carboncino "I vangatori"
"Il Seminatore l'ho già disegnato cinque volte: due in piccolo, tre in grande eppure lo riprenderò ancora. Quella figura mi preoccupa" (Lettera L. 135).
Vincent, di brusco però, abbandonò l'apostolato se decise di andare a praticare l'arte del disegno e di dedicarsi 'in modo più nobile, più degno...più evangelico...all'anima umana, messa in evidenza in Millet, in Jules Breton, in Jozef Israel' "(Lettera L. 130)
Significativo fu l'incontro con Anthon van Rappard, giovane olandese ventiduenne, pittore d'impronta accademica, ricco e raffinato cavaliere.
Significativo fu l'incontro con Anthon van Rappard, giovane olandese ventiduenne, pittore d'impronta accademica, ricco e raffinato cavaliere.
"Ho terminato una dozzina di disegni o...meglio schizzi a matita e a penna che,a quanto sembra, sono già migliori dei precedenti. Assomigliano vagamente a quei disegni di Lacon o a certe incisioni inglesi su legno. Meno belli, più goffi" (Lettera L. 139)
sabato, novembre 13, 2010
Le fonti d'ispirazione di Van Gogh tratte da Vincent Van Gogh di G. Cafiero, Pacini 2008 - 3* parte
"...a sera ...le strade sembrano d'oro come Aelbert Cuyp sapeva dipingerle" Lettera L. 85 (citata a pg. 48).
"Amsterdam appariva a Vincent come una serie infinita di quadri. Rembrandt, George Michel, van der Maaster, Jacob Ruysdael, le cui immagini erano dominate da una raffinata accortezza perché luci e ombre fossero d'effetto: drammatico, toccante, di bellezza assoluta." (pg. 52). E tempo dopo nel Borinage, oltre la città di Mons in Wallonie:
"la terra era coperta di neve e allora tutto faceva pensare a quadri medievali del vecchio Brueghel e a quelli di coloro che sapevano rendere così bene l'effetto del rosso e del verde, del nero e del bianco" Lettera L. 127 (citata a pg. 54).
venerdì, novembre 05, 2010
Le fonti d'ispirazione di Van Gogh tratte da Vincent Van Gogh di G. Cafiero, Pacini 2008 - 2* parte
"Montmartre poteva essere anche una stanzetta piccola che dava su un giardino ricolmo d'edere e di vite selvatica, una stanza zeppa di riproduzioni alle pareti: Salomon van Ruysdael; Rembrandt: "Lettura della Bibbia"...Jean-Baptiste Camille Corot; Jacob Henricus Maris: "Battesimo",Jacob Jan van Maateu: "sepoltura nei campi di grano" (...)
Erano perciò, soltanto e nuovamente, Louvre e le Luxembourg i luoghi frequentati con dedizione, assiduamente visitati ad ammirare i quadri di Jules Breton: "Benedizione del raccolto";
venerdì, ottobre 29, 2010
Le fonti d'ispirazione di Van Gogh tratte da Vincent Van Gogh di G. Cafiero, Pacini 2008 - 1.a parte
"Lentamente poi mutò convinzioni or che era rapito (...) dall'atmosfera londinese (...) E scoprì pittori e tele""L'Ugonotto e l'Ofelia di Sir John Everett Millais,
"Puritani che si recano in chiesa" di George Henry Boughton
Eppoi John Constable e Sir Jeoshua Reynolds e Thomas Gainsborough...(pg. 15)
Un branco di maiali posseduto da Satana al lago di Gadarena. Cinquanta maiali neri che corrono giù dalla montagna e si gettano nelle acque: urtandosi e scavalcandosi a vicenda. Fu il quadro di un minore inglese che turbò molto Vincent in quell'autunno. (pg. 19).
Iscriviti a:
Post (Atom)

















