"Aveva necessità di andare a Marsiglia a vedere che c'era l'eventualità di scovare i colori che desiderava perché avrebbe voluto poter creare blu alla maniera di Felix Ziem, di inventare cioè tinte e sfumature nuove." pg. 140
"Così il Mediterraneo. Si poteva lambire il mediterraneo traversando in diligenza la Camargue con vigneti, lande e terreni pianeggianti e mandrie di tori e di piccoli cavalli bianchi. Una pianura d'erbe insomma che rassomigliava a un quadro di
Jacob Isaakszonn van Ruysdael sicché era possibile dipingerla anche alla maniera di Salomon Koning, l'allievo di Rembrandt, oppure di Jules Dupré... E, a Ste Maries, ragazze che facevano pensare a Cimabue e a Giotto. Minute, dritte, un pò tristi e mistiche. A guardare la bellezza di quelle donne veniva in mente anche Monticelli perché il colore aveva un ruolo predominante..." pg. 143
Jacob Isaakszonn van Ruysdael sicché era possibile dipingerla anche alla maniera di Salomon Koning, l'allievo di Rembrandt, oppure di Jules Dupré... E, a Ste Maries, ragazze che facevano pensare a Cimabue e a Giotto. Minute, dritte, un pò tristi e mistiche. A guardare la bellezza di quelle donne veniva in mente anche Monticelli perché il colore aveva un ruolo predominante..." pg. 143
"Bastava uno sguardo attento , una insperata concomitanza di luce e colore, la disponibilità percettiva del proprio animo perché una giapponeseria diventasse viva, ....Quasi un Hokusai puro. L'Hokusai de "Il Fuji con il bel tempo", de "Il grande piano di Ayoama", della "Barca". O "Il Fuji" di Hodogaya". pg. 146



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