martedì, ottobre 31, 2006

TOMBE


Ieri mi son recato al Cimitero paesano sulla tomba di mio padre. Sta in mezzo ad altre d’identico marmo, con identiche croci. Per lui avrei preferito il bianco di Carrara, ma tant’è. Così se ne sta in disparte dalla cappella di famiglia, lui che era diverso riposa per sé, distante dai parenti acquisiti. Non ne aveva il diritto e per questo il suo posto è un luogo diverso e distante, quasi come privilegiato, rispetto alle storie di parenti morti dall’inizio del 900 e nati alla fine del secolo prima. La cappella di famiglia ha un posto in alto a sinistra in nudi mattoni ed è pronta ad accogliere il prossimo che morirà e che inaugurerà la terza o quarta fila. Mi chiedevo chi potesse essere e nello stesso tempo pensavo ai greci antichi, al loro morire come atto naturale.


“Come le foglie che fa germogliare la stagione di primavera
ricca di fiori, appena cominciano a crescere ai raggi del sole,
noi, simili ad esse, per un tempo brevissimo godiamo
i fiori della giovinezza, né il bene né il male conoscendo
dagli dèi. Oscure sono già vicine le Kere,
l'una avendo il termine della penosa vecchiaia,
l'altra della morte. Breve vita ha il frutto
della giovinezza, come la luce del sole che si irradia sulla terra.
E quando questa stagione è trascorsa,
subito allora è meglio la morte che vivere.”

Mimnermo. VII sec. a.C.

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martedì, ottobre 24, 2006

Sudamerica alla brace


Adesso mi va di ricordare la grande abbuffata di sabato sera da Gustavo, il grande amico uruguayo che da tempo si è stabilito qui con moglie cilena, una donna dal volto dolcissimo e due marmocchi altrettanto belli. Eravamo alcuni della vecchia compagnia come Cinzia, sempre più in via di separazione con l'indomito Riccardo - marito dalle mille fughe pensate e mai fatte; poi l'Elio che mi pareva sempre più politicamente incazzato, ma come sempre nella maniera più intransigente. Parlava di rivoluzioni ed io ero semplicemente contento di essere lì con amici davanti ad un braciere immenso pieno di carne con in mano il vino rosso, fimando all'aria aperta sotto un castello poderoso antico. Mi piaceva tanto anche la moglie del rivoluzionario con cui ho sempre poco parlato e che mi è sempre sembrata una persona molto positiva, in gamba. Roberto era pensoso, forse perché il mattino dopo avrebbe dovuto alzarsi presto per andare a funghi (ma chi te lo fa fare?).
Il gran parlatore Gustavo arrostiva e parlava e tirava giù un sacco di progetti bellissimi, come quello di investire in case e terreni in sudamerica, visto che lì la vita è poco cara. Sì ma che ci faccio con qualche ettaro laggiù? M'immaginavo quel pezzo di terra abbandonato, pieno di sterpi e capre diventate selvagge, lontano dai miei borghi medievali, le antiche storie di Toscana che mi hanno creato così come sono adesso.
Il più bel progetto di cui abbiamo discusso tutti era quello di trovarsi tra due-tre anni per andare giù in Uruguay e fare una festa. E' bello questo progetto, mi piace e lo sosterrò con tutte le mie forze.

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lunedì, ottobre 23, 2006

San Ginese: il B&B più erotico del mondo

Il ritorno di Mau e Claudio in terra toscana non poteva che rispettare le migliori tradizioni. Poche ore passate con amici divertenti e pieni di vita tra un bar con aperitivo ed un luogo incantevole, il Bed and Breakfast a San Ginese dove sono stato benissimo, in modo molto semplice. Il piccolo albergo è una bella casa ristrutturata di un colore che mette gioia, piena di stanzine colorate con gusto e sobriamente arredate. Ti vien voglia di farci un salto su quel lettone nella stanza romantica, ognuna con bagno e doccia pulitissima. Ispira un senso di equilibrio e di pace il tutto.
Si respira il fascino di gente simpatica, con gli stessi tuoi desideri e la stessa tua voglia di amare. Da qui e con questa gente ci si sente immensamente lontani dai traffici e dai trafficanti, dal puzzo che ci ammorba, dal fango che ci sta salendo tutt'intorno. C'è bellezzza e c'è pace. Dei compari del giorno ci sarebbe moltissimo da scrivere. Di Mau non basterebbe un'enciclopedia, personaggio inquietante e trasognato, libero e, insomma è una parte importante di me. Di Claudio si sa moltissimo dal web. Potente testa pensante del Partito parla
di Turchia ed Europa come fosse il suo giardino di casa. Non staremo ad infierire su alcuni tristi episodi della sua vita, ma lo ricordiamo sempre con grande affetto.

Degli altri tipi colà presenti sappiamo appena il nome, ma le facce, la loro simpatia restano dentro. Di loro ed in particolare di quel personaggio disneyano dagli occhiali blu che si aggirava fra quelle stanze, sicuramente sentirete ancora parlare in questo blog.

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mercoledì, ottobre 18, 2006

Un ultimo sguardo su Tolve















Un paese in festa














L'edicola del Santo nella piazza principale















Tramonto dalla finestra della camera

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martedì, ottobre 17, 2006

il castello di Lagopesole

Ecco una delle più significative foto che ho scattato durante la visita ad un magnifico castello dell'età federiciana, avvenuta nell'Agosto scorso. Era con noi una guida eccezionale: un ricercatore del CNR che ci ha condotto nei luoghi più suggestivi. Con la sua verve ci ha coinvolto tantissimo e ci ha fatto veramente viaggiare dentro una corte del Medioevo.















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lunedì, ottobre 16, 2006

PER RICORDARE L'ESTATE PASSATA


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venerdì, ottobre 13, 2006

L'ULTIMO ADDIO

Un serpentone di gente fra le piccole case nel silenzio. Si snoda come gregge perso, dolente sotto il sole troppo lontano di ottobre, ormai indifferente. Il velo dei bisbiglii è rotto dalle lacrime ed io sono perso quanto gli altri, molti li riconosco e dò per scontato chegrazie a lei siamo conoscenti, riconoscenti per averla avuta accanto.
La chiesa è strapiena, gente anche fuori. Tutti come stupiti che non ci sia più. Anche il prete piange e fà una predica veramente bella: della serie, se potete cercate di trovare un senso in questa morte perché anch'io stento a trovare cosa ci sia di giusto nel volere di dio. Finisce tutto con una disperata canzone di De Gregori. Quanti concerti abbiamo visto io e lei, quante incazzature per aspettarla fuori, perché ogni volta doveva parlarci e ci riusciva. Questa piccola perla piena di gioia, questa scheggia di cielo impazzita fra noi.
Uscito dalla chiesa senza salutare nessuno, mi sentivo ubriaco e non avevo che ricordi e voglia di telefonare a casa per parlarne. Ma che dire? Come trasmettere quel che hai passato con lei? Cosa troveranno nelle emozioni che ti ha dato?Non importa, sarai sempre qui dentro.

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giovedì, ottobre 12, 2006

A Giuliana

Non siamo più stati insieme sulla spiaggia. Da molto. Ma io quel giorno me lo ricordo benissimo ancora. Eri luminosa come le stelle che adesso son pronte a riabbracciarti perché di nuovo ti hanno riconosciuto una di loro: fiammante, vita nella vita, pronta a dare calore e ancora vita.

Non so più cosa ti sia successo dentro, ma so come la vita ti abbia cambiato. Dentro di me rimane la tua esplosione di gioia per il cantante che amavi, questo successe durante la festa del cuore. E il tuo modo di dire "confrontiamoci" e qualla panda scassatissima in cui portavi manifesti, spiccioli e foto.

Adesso siamo rimasti di fronte alla tua foto, come sconosciuti l'uno all'altro, senza respiro di fronte alla tua dolcezza.

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martedì, ottobre 03, 2006

MI PIACI SENZA ALCUNO SCOPO....

Mi piaci senza alcuno scopo, così per gioco o per mestiere. Niente c'è più bello del tuo seno e delle tue gambe. Che posso farci se quando ti vedo mi sciolgo? Non voglio altro in cambio. Come l'Angelo Azzurro con Marlene adorata, cattiva, perversa col suo lacchè. Nessuna pietà per chi adora senza avere nulla in cambio che la speranza di essere letto, senza andare a letto.
Una società del profitto questo non lo approva. La rende triste non avere nulla da scambiare, perché questo scambio è commercio e si basa sulla concretezza delle cose: soldi, potere, soldi. Produci consuma crepa. Io no, son diverso e amo quel che amo e mi piace quel che mi piace senza chiedere nulla, lottando con la mia anima commerciale - perché è qui che vivo - per andare oltre la materia il sangue il potere...

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