martedì, aprile 29, 2008

Il laico, se lo conosci lo eviti

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lunedì, aprile 28, 2008

laici alziamo la testa contro i cattotalebani!


I cattotalebani sono intorno a noi e stanno diffondendo insostenibile intolleranza. Ci soffiano sul collo e vorrebbero tutti uguali a loro, ma come c'è scritto al bar Il gallo della Checca "si fussimo tutti uguali sarebbimo anco toghi". Frase stupenda che riassume la loro voglia di declassare emarginare inquadrare il diverso, riportandolo sotto le bandiere di Santaromanachiesa.

Perchè sanno che questo sistema si è mangiato anche la religione, si è mangiato la fede in qualcosa di bellobuonodivino e allora giù ad imporre una cosa non imponibile come l'aspirazione all'altrove che amo e amerò sempre.

T'inquadrano se sei biocomunistaecologistafemminista, se mangi diverso, se allatti tuo figlio in modo naturale, se convivi e magari hai figli e non li battezzi e non li vaccini come vogliono le multinazionali del farmaco. T'inquadrano se togli loro l'alibi evangelico "ama il prossimo tuo..." e sveli quanto materialismo sta nelle loro tasche e nei loro cuori. Parlano di famiglia in un paese di vecchi che odia i bambini perché sporcano e fanno chiasso. Ah, dimenticavo: se vuoi fare la mamma a tempo pieno sei una diversa.

Mi son rotto e chiamo a raccolta tutta la laicità ancora esistente in questo schifo di paese.

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martedì, gennaio 29, 2008

Arrigo Boldrini (1915-2008)


"Quando sei amministratore pubblico devi sempre agire nell'interesse dei cittadini che ti hanno eletto e che hanno avuto fiducia in te. Se per un solo attimo, mentre svolgi il tuo ruolo di rappresentante delle Istituzioni, senti di fare qualcosa per interesse tuo personale, abbandona tutto subito, perchè quello non sarà più il tuo posto".

domenica, gennaio 20, 2008

Quattro films

In quest'ultimo periodo ci son stati ben quattro film che ho visto. Tutti non molto attrattivi per me. Che ci posso fare: sarà che non è il periodo giusto per gustare del cinema?
Il primo "L'amore ai tempi del colera" di Mike Newell, tratto dall'omonimo romanzo di Gabriel Garcia Marquez è godibilissimo per la particolare storia che narra. Un filmone hollywoodiano ben confezionato che ci fa apprezzare ancor più l'arte narrativa dello scrittore e null'altro. Chi non avesse mai gustato quest'opera potrebbe chiedersi come fa uno con quella faccia da sfigato a rimorchiare in maniera così spudorata, ma tant'è.



Meglio l'ultima prova di Mimmo Calopresti con "L'abbuffata", un film sopra un film tutto da costruire. Un saggio cinematografico su cosa resta di quest'arte e di cosa avrebbe potuto diventare col coraggio e la voglia di testimoniare. Ma che in un'epoca di morte dei contenuti (vedi Lisbon story ed in generale tutta la filmografia di Wim Wenders) non ha più nessuna realtà da riprodurre. All'amarezza di questa constatazione si contrappone la vivace interpretazione e la presenza di questa grande voglia di comunicare.


Couscous è invece un'altra opera povera, come la precedente, ma ben diversa come tecnica e contenuti. Se Calopresti se ne infischia sonoramente di cosa può sentire il Pubblico, in questo film mi hanno colpito alcuni dialoghi come quello dello sfogo della moglie russa tradita, al limite della sopportazione, costruito scientemente in modo da graffiare lo spettatore, della serie o mi rifiuti o cerchi di entrare dentro i miei sentimenti. Il film trionfatore del festival di Venezia mostra ancora una volta un pessimismo di fondo che scorre continuamente fotogramma dopo fotogramma, su una trama di sfruttamento, alienazione, rivincita del perdente sceneggiata nei toni modernissimi del presente.


L'ultimo che ho visto è Lussuria di Ang Lee, spy story ambientata nella Shangai occupata dai giapponesi nel '42. Molto tenero ritratto della dedizione ad una causa fino al proprio annientamento. Come Couscous la morale è "troppo buoni è uguale a coglioni".

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martedì, gennaio 08, 2008

Rent di Chris Columbus

Chris Columbus è un bravo regista e lo dimostra tutta la sua carriera: dalla serie di "Mamma ho perso l'aereo" ai due Harry Potter. Tutto quel che fa è semplice, "orecchiabile" e gustoso ed a qualche intellettualone non piacerà affatto. Con Rent, film del 2005, Columbus non mi toglie il sonno ma affascina ancora moltissimo. La gang di devianti che mette in scena in questo musical è disordinata (come è giusto che sia), in preda agli anni dell'esplosione dell'Hiv ma sensualissima, piena di energia, brividi erotici ed ognuno con una strada da percorrere, simile agli altri: arrivare ad una vita propria e non più in affitto. Non racconto altro per non togliervi il gusto. Tengo a farvi sapere che amo moltissimo questo brano...

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mercoledì, gennaio 02, 2008

Il 2008 degli innovatori


Per il 2008 mi piacerebbe fare un augurio a me e a tutti quelli che, direttamente o indirettamente, si occupano di Innovazione e di Tecnologia.

Quando si parla di Innovazione mi trovo spesso davanti a due atteggiamenti, quello di chi e' conservatore/scettico, che quindi non si aspetta niente di positivo dalla tecnologia o dalle sue applicazioni, chi invece vede solo un futuro mondo "tecnologico" e si aspetta dalla Innovazione la via di uscita da tutti i problemi che ci circondano.
Questi due atteggiamenti hanno una caratteristica importante in comune : pur continuando a mantenere un dibattito aperto non permettono una seria discussione su cosa si puo' fare concretamente, in quali tempi, con quali impegni e costi. Il risultato e' la attuale stagnazione di quasi tutte le aree di Innovazione, e lo scarso credito che abbiamo sia nell'area della Ricerca che in quello delle Aziende.
Sono convinto che gran parte di questa situazione dipende da chi opera nell'Innovazione, che ormai troppo spesso dirotta i propri impegni sul "dire" come si innova, e sempre meno sul "fare" innovazione, anche in piccoli, ma concreti, progetti.
In questo momento chiunque puo' presentarsi come innovatore o tecnologo, anche chi non ha esperienza, competenza o fantasia. Siamo vicini piu' alla televendita che alla ricerca, per non parlare di quelle persone che ricoprono incarichi prestigiosi, dai quali si potrebbe davvero impostare un nuovo corso, che vivacchiano (si fa per dire) in convegni e anticamere della politica: il risultato e' comunque innovazione=0.
Possiamo ritrovarci nel 2008 con meno pontificatori in giro e piu' risultati da condividere e mostrare?

L'augurio che faccio a tutti noi e' quindi di trovare la forza per cambiare questa situazione e riuscire a fare parlare di, e sperimentare, nuove opportunita' concrete di ricerca e di Innovazione.


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domenica, dicembre 30, 2007

Pisa-Ravenna 1-0: l'agonia






Benché vinta per il goal di Zoppetti al 29' del primo tempo, è questa la partita dell'agonia. Un Pisa stressato non solo psicologicamente riesce a portare a termine la partita con la vittoria.

Agonia, un termine greco la cui radice Agon è combattimento ed è espressa efficacemente dal tedesco todeskampf ovvero lotta della morte. E' interessante a proposito di agonismo quanto espresso da Deleuze quando parla di potere ginnico della filosofia, atto agonistico e creativo, contro il polemos heideggeriano di una filosofia come guerra. Subito dietro a questa diatriba appare chiaramente a questo punto lo snodo filosofico ed etico tra agonia come momento creativo e rifondante la relazione con l'altro ed agonia intesa tradizionalmente nell'accezione di estetica della guerra e dell'agone.

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mercoledì, dicembre 26, 2007

L'augurio di Adele

Una delle menti più fervide del varesotto invia questa chicca nata dalle sue mani e dalla sua inarrestabile fantasia. Grazie Adele e Buon Natale a tutti gli artisti della terra!

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venerdì, dicembre 14, 2007

La dignità dei vecchi



All'ufficio postale per fare un pagamento. Mi passa accanto un vecchietto che porge un biglietto chiedendo una confezione di aspirina. Stupore generale, "guardi che si è sbagliato, la farmacia è accanto, qui siamo alle poste". Il suo sguardo perso ferisce. Ilarità per questo episodio che rompe la grigia normalità, un'impiegata la mette sul sindacalese "ci mancava anche questo, tra poco venderemo farmaci da banco anche qui in posta". Mi fa star male quando esce incerto e confuso e mi viene in mente la vecchiaia nell'antichità ed il confronto con quello che oggi è ridotto a sopravvivenza, mero trascinarsi di corpi disfatti in un'epoca che non si riconosce più e non ha dignità, facendosi male e perdendo la vera dimensione umana: senescenza come imputridimento.
Invece un tempo...
"...più a me piacerebbe accettare uno vecchio amante che uno così giovane. Sarà el vecchio saputo, desto e presto a conoscere e adoperare i tempi, luoghi, e ogni occasione. El giovinetto né bene conoscerà queste quanto sieno utili, e conoscendole saprà né ardire né fruttarsele." Ecatonfilea (Leon Battista Alberti)
Invece un tempo ...era saggezza, erotismo pieno e compiuto, emanazione di un ordine inflessibile e naturale. Il vecchio è "il più sapiente uomo del regno, e il più comunicativo" nel Candido di Voltaire, E cosí parlò allora quel vecchio uomo,il "Marinaro dal magnetico sguardo" , il marinaio di Samuel Taylor Coleridge. Uomo della forza e dell'energia vitale in Ariosto e nonostante gli anni "vecchio di faccia, e sì di membra snello, che d'ogni cervio è più veloce assai ". Il vecchio disegnato da Grazia Deledda dalla figura solenne, nelle candide ciocche della sua barba si muove la brezza. Quanta poesia! Quanto ardore e quanta vita c'era. Perdendo la cultura perdiamo la vita.

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martedì, dicembre 11, 2007

Pisa-Avellino 0-0: perdere la forza

Nella sfida della 17° il Pisa non riesce ad avere la meglio su di un Avellino atleticamente in palla e psicologicamente volitivo. La squadra toscana gioca un buon calcio, crea alcune occasioni pericolose che non riesce a sfruttare a dovere...

La vera essenza della materia, per Leibniz, é la forza. Le obiezioni del filosofo al concetto cartesiano di estensione, comportano il passaggio da una concezione meccanica e causale ad una concezione dinamica e finalistica della realtà. Dire che la realtà é essenzialmente forza significa infatti riconoscere in essa la presenza di un' attività spontanea e originaria irriducibile a ogni misurazione sperimentale, una tendenza verso uno scopo finale che Leibniz esprime talvolta con il termine latino conatus ( sforzo ). La perdita di forza è un'occasione per la coscienza di prendere atto che è venuto il momento di essere morbidi, lasciarsi al rilassamento o, come praticato nel Tai Chi "nuotare nell'aria".

Camus giustifica questo atteggiamento in questo modo:"La stanchezza sta al termine degli atti di una vita automatica, ma inaugura al tempo stesso il movimento della coscienza, lo desta e provoca il seguito, che consiste nel ritorno incosciente alla catena o nel risveglio definitivo." ( Albert Camus, Il mito di Sisisfo )

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