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giovedì, febbraio 02, 2012

Roberta e Matteo

Sorrido al pensiero che domattina potrò lavorare con voi che siete il meglio. Intendo per meglio un sacco di cose che vanno
dall'amicizia, alla professionalità, alla semplice conoscenza. Siete il meglio e ringrazio chi ha permesso che c'incontrassimo,  cioè un bel pò di gente ed in particolare quello che voi chiamate "babbo", ma che io preferisco soprannominare "fratello maggiore" oppure "mio mentore".

Ringrazio tutte le circostanze e le cose che ci hanno unito.  Voi che rappresentate la limpidezza, l'onestà ed il merito. A voi affiderei il governo, qualsiasi governo di qualsiasi istituzione perché ci mettete la testa ed il cuore insieme quando vi dedicate ad una qualsiasi cosa. Siete semplici perché interpretate quel cuore che molti umani hanno e che i molti umanoidi hanno perso.


Funziona 24 ore su 24 la vostra stupenda umanità che scioglierà nell'acido della vostra rabbia le consapevoli cattiverie e prevaricazioni, le ambiguità e le distorsioni egoistiche dei "poveri" di spirito che ci circondano. Voi siete la vera politica, la vera svolta umanista di questo secolo appena iniziato e già così corrotto e moribondo.

Confido di poter ancora lavorare con voi e ridere ancora, aiutato dalla vostra infinita voglia di vivere adesso laicamente adagiati sulla responsabilità che sentite di avere verso il mondo che vi ha generato e verso tutto il mondo che ogni giorno affrontate con l'animo sereno dei migliori, dei più veri.

venerdì, gennaio 27, 2012

venerdì 26 gennaio 2012

Ciao Anna,
finalmente ci provo e come viene viene. Deh ci ho messo giorni perché io da bravo nevrotico volevo cose fantasiose ultra superbe da scriverti e non le solite banalità tipo come va, come sto come stai. Per te era destinato un altro trattamento. E invece passavano i giorni e non partorivo nulla di nulla.

Ero partito con un testo letterario, preludio tipo come sto adesso e lenta immersione con rapidi flashback nel passato, te che arrivi in facoltà, io che leggevo le mie poesie... Era troppo altisonante, troppo pedante per me. Dovevo ridimensionare le mie pretese. Allora ho pensato ad una cosetta più drammatica, con un filo rosso basato sugli anni da quando ci siamo persi fino ai giorni nostri. Una lunga lettera ad effetto che credo avresti accolto come una cosa pallosissima.

E adesso mi ritrovo qui con dentro miriadi di pensieri affogati nella testa e non so se dirti dei casini o delle cose spettacolari e stupende che ho e che avevo. E' ganzo però questo turbinio di pensieri che ti rivolgo ma che spudoratamente rivolgo anche a me stesso.

"Ohi ohi devo descrivermi, devo proprio parlare di me? "
"Beh sì certo, è necessario, visto che stai cercando di relazionarti con un altro essere umano, molto caro a te per giunta"
"Verissimo, ma chissà com'è cambiata.. cosa penserà, cosa vorrà immaginare io sia adesso. E' sempre così quando siamo lanciati lontano nel tempo e nello spazio".
"Che t'importa? Conta quell'immagine che porti nel cuore. Tutta quella serie di sensazioni memorizzate".



sabato 27 gennaio 2012

Poi è venuto improvvisamente il distacco. Un salto e siamo ad adesso con una voglia incredibile di sapere di te.

mercoledì, gennaio 04, 2012

Carissima,

è da un sacco che ti cerco e finalmente l'altra sera il miracolo: il tuo ex apparso in rete è sceso dalla sua cosmica verticalità e mi ha detto di averti incontrata e così - scusami per quella che ormai, dopo tanti anni, potrebbe essere vissuta da te come un' intromissione - ho chiesto le tue coordinate.

E' da quella sera che sto pensando ad una lettera speciale a te e per te. E non potevo non scriverti, se quella là la considero ancora una grande bella amicizia. Forse dirai e me lo son detto di già che io non so fare i conti col passato. Cioè
non concepisco ancora la perdita e l'allontanamento delle persone care.  So che hai un marito e figli, che insegni ed è tutto quel che so di te oggi.

Mi spaventa di questi anni la mole di fatti, persone, cose che abbiamo vissuto, visto, sentito, perso, lasciato, ecc. Troppo. E questo troppo mi spaventa e allo stesso tempo mi affascina, perchè persone dal passato risorgono con tutta la forza della Storia che si lasciano dietro.

In questo periodo ho incontrato alcuni dal passato (i compagni delle superiori, alcuni in ordine sparso) grazie alle tecnologie di oggi. Ma la cosa che mi ha stupito di più è che gli incontri son stati quasi come rapporti molto occasionali, fughe d'istanti, cotti e mangiati, un fast food dell'incontro. Mentre forse quei momenti di riavvicinamento avrebbero dovuto avere spazi più vasti, faccia a faccia molto più profondi, per raccontarsi vicendevolmente quel che siamo stati quando non siamo stati insieme.

Una narrazione che è stata solo liofilizzato di memoria, sintesi miserevole di un epos. Mi aspettavo altro e m'illudo dato che anch'io son diventato buono a correre e meno buono a raccontarmi e ad ascoltare altrui racconti. Mi stupisco di come ci si sorvola vicendevolmente e questo mi rappresenta una cosa soltanto: la percezione chiara che le nostre vite non valgano nulla per noi e per gli altri. Di fronte ai grandi eventi noi che non siamo mai stati in tv ci percepiamo così piccoli ed insignificanti anche quando ci porgiamo reciproca memoria?

Non posso crederlo fino in fondo e così mi tocca dedicarti questa canzone. Spero tu la raccolga e pensi un pò al tuo fedele amico con cui hai ripassato hegel, che ti disegnava lo spirito soggettivo come una lattina di cocacola. Quello che ti giustificava quando superenergetica sbattevi le porte della biblioteca di facoltà. E ti circondavi di calciatori, postini, sarzanesi, spezzini ed anche lucani.

A te la replica se ce la fai..tiè!



La rivoluzione della condivisione

La rivoluzione della condivisione

"Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia."
Don MIlano "Lettera a una professoressa"


Uscire dalla crisi per condivisione di quelli che sono i nostri bisogni interiori. Oggi è dappertutto questa voglia di farsi sentire. Non la percepite tutt'intorno come preme? Una voglia che scalcia e chiede cambiamento. Non sentite la paura dei capi (quei pochissimi tronfi dei loro successi) dietro le loro vuote parole sull'economia? In realtà qui in mezzo alla strada, affondata nella crisi, fuori dalle televisioni ci sono persone inflessibili circa quel che davvero vogliono. Persone che hanno bisogno di scambiare idee. Certo, ve ne sono altre che vivono ancora l'ubriacatura dell'ideologia del nuovo capitalismo, che ci dicono di sopportare perché sono nati servi dei servi, perchè vivono di illusioni, magie e sono ancora preda dei loro fantasmi. 

Ho voglia di scambiare questi bisogni uguali ai tuoi. Ho voglia di strapazzarti per quella boria che porti in giro, dettata dalla falsa illusione che tu sia ancora un INDIVIDUO, mentre sei solo un UMANOIDE dedito ai consumi. Che farai quando non avrai più null'altro da comprare? Non ti servirà più nessun altro FALSO BISOGNO.

In giro c'è crisi ma dalla crisi può nascere la POLITICA, quella che ci fa uscire TUTTI INSIEME dall'attuale stato di cose. In fondo chi ci sta guadagnando sono sempre i pochi e sempre di più questi. Chi sta morendo sono la maggior parte delle persone, defraudate dei loro VERI BISOGNI INTERIORI.

Non sto parlando di quanto è bello stare assieme, parrocchiette dove tutti uniti ci diamo la mano: non vi servono nuove falsità. C'è da scontrarsi, nessun o se lo dimentichi. Il conflitto ci sarà e sarà sempre più duro, ma nel conflitto si cresce e ci capiscono le idee ed i motivi degli altri.